Intel presenta Project Alloy, il visore standalone per la "Merged Reality"
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Durante il keynote dell'Intel Developer Forum (IDF) 2016 a San Francisco, il CEO Brian Krzanich ha presentato Project Alloy, un visore VR completamente autonomo (senza cavi né PC esterno) con CPU e GPU integrate (basate su architettura Skylake) e due fotocamere RealSense per il tracciamento posizionale a 6 gradi di libertà e per il riconoscimento delle mani, usate come controller senza bisogno di periferiche aggiuntive. Intel ha coniato per l'occasione il termine "Merged Reality" per descrivere la capacità del visore di integrare oggetti reali (comprese le mani dell'utente) nell'ambiente virtuale.
L'annuncio fu un momento importante perché anticipava, con oltre un anno di anticipo, concetti che sarebbero poi diventati mainstream con i visori standalone a inside-out tracking (come Oculus Quest nel 2019). Project Alloy non arrivò mai sul mercato come prodotto consumer — Intel ne interruppe lo sviluppo nel 2017, aprendo la piattaforma di riferimento ad altri produttori — ma l'evento segnò comunque un punto di svolta culturale nella discussione su dove sarebbe andata la VR dopo la prima generazione di visori tethered.